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ERAVAMO QUATTRO AMICI AL BAR ...

  • 29 Aprile 2013
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Avevo diverse opzioni. I "fantastici quattro"? Troppo... fantastici. I "quattro cavalieri dell'Apocalisse"? Troppo tragici. I "quattro moschettieri"? Troppo armati. Il "quartetto Cetra"? Troppo intonati.

Non mi rendevo conto del fatto che la soluzione era lì, a portata di tastiera. Ci è voluto il fiuto del buon Dario per aprirmi la mente: quattro amici (almeno così pare), un bar e la voglia di cambiare la città, che poi per ogni cittadino è il proprio mondo. Perfetto! Grazie Dario e grazie Gino Paoli.
Dunque, dicevamo dei quattro amici al bar e della voglia di cambiare il mondo. Gli amici di Gino Paoli parlavano di anarchia, libertà, opportunità, individui, solidarietà, speranze, perchè, sarò, farò, però... come gli amici del Nomine Rosae! In realtà Rochira, Cristini, De Bellis e Ottomanelli avevano ben altro da dire: proposte concrete, hanno annunciato, differenziata, lungomare, campo sportivo, servizi sociali, un intero programma elettorale senza nessuna elezione da vincere.

Si saranno portati avanti con il lavoro, forse. Finendo per affermare, però, un principio, questo sì parecchio concreto: il "Patto per la città" non esiste più! I quattro amici al bar, infatti, rappresentano le più disparate provenienze politiche ma non tutte quelle a disposizione. Certo, molti si aspettavano di veder spuntare il trench di Franco Durante da dietro una vecchia edizione del commissario Maigret, ma non è successo.

Come non si è visto, appunto, il ghigno fulminante di Vittorio Romei, fiduciario cittadino di Sel e arcinemico di Rochira: gliel'aveva fatta già alle politiche, scegliendo Monti, ed ora ha rincarato la dose mettendosi a fianco un democristiano di ferro come Ottomanelli.

Ora tutti mi diranno: ragioni con vecchi schemi, la politica a livello locale non si fonda sulle appartenenze, gli interessi sono talmente comuni che non possiamo dividerci su questioni di bassa macelleria, qui si parla di proposte concrete (e dalla...) mica di libro dei sogni! A 'sto punto, dico io a voi, che votiamo a fare? Se ci sono persone talmente saggie come i nostrani quattro amici al bar (Napolitano non li ha chiamati perchè i posti a tavola al Quirinale erano contati), facciamocene una ragione!

Anche se, forse, la ragione dovrebbero farsela prima loro. Non foss'altro perchè mentre nel Nomine Rosae si suonava il requiem del "Patto per la città", a pochi metri in linea d'aria, nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale cittadino stava iniziando il... "parto per la città". Mi gioco il tesserino da giornalista, infatti: con un altro Gugliotti nello scacchiere locale, questi non si siederanno in Municipio nemmeno tra vent'anni!

Francesco Tanzarella

P. S.
Avviso per le centinaia di persone intenzionate a far regali al piccolo Antonio: fin quando il Pug non passerà dalla modalità "sogno a occhi aperti" a quella "chiamate le betoniere", sono proibiti mattoncini Lego, costruzioni e affini...