CastStory · SBARCARE IL LUNARIO A CASTELLANETA #33

In un importante documento del 1600 (dove si registravano le tasse che ciascuno doveva pagare) è riportato lo strano mestiere di Geronimo Cirpignano, un abitante di Castellaneta, definito “ciaraldo seu inciarmatore” che abita alla Marina.

Geronimo (nel 1600) è un signore di 40 anni di età, ha una moglie di 30 anni di nome Clementia e quattro figli: Gio Paulo di 17 anni (nato da un precedente matrimonio), Jacovella di 10, Catarina di 6 e Gio Domenico di 4.

Dice testualmente il documento: “Per la testa (cioè la persona) e per l’industria (cioè l’attività lavorativa) non se taxano né il padre né il figlio acteso per l’obbligo che tengono di medicare gratis tutti li cittadini da morsicatione de tarantole et serpenti che ne lo territorio de la città predicta sono infiniti, et con il segno della croce et sputi tutti se guariscono, la detta città ha fatto e fa franca la casa del detto Geronimo, d’ogni pagamento et altre qualsivoglia impositioni, secondo da tutti li deputati ed altri de la città si è declarato”.

In sostanza Geronimo Cirpignano era esonerato dal pagare le tasse in quanto effettuava una sorta di Servizio Sanitario Cittadino che garantiva a tutti, gratis, il suo intervento, pare risolutivo, in caso di morsi di insetti, ragni, scorpioni e rettili velenosi.

Certo il metodo di cura al quale si accenna nel documento lascia molte perplessità e seri dubbi si affacciano sull’efficacia terapeutica della saliva di Geronimo. Ma non possiamo dimenticare che siamo in un’epoca nella quale la chimica era alchimia e molte pratiche curative, almeno nella tradizione popolare, si associavano a riti magici.

In epoca più vicina a noi si ricorda l’attività di un concittadino soprannominato Cicc’ P’stizz che si era inventato il mestiere di cerusico e in particolare curava i problemi dentali. Non era insolito, a quei tempi, che figure minori come barbieri e ambulanti, si occupassero di bassa chirurgia. E spesso lo facevano con abnegazione professionale e maestria. Chi ancora ricorda Cicc’ P’stizz per averlo visto al lavoro riferisce di un provetto operatore sanitario che, se pure in assenza di una cultura generale e medica, riusciva a risolvere i problemi connessi con ogni tipo di cura dentale a cominciare dalle estrazioni.

Nella ricerca di medicinali lenitivi (ma a basso costo) delle patologie gengivali, scoprì (o si inventò) la particolare efficacia dell’Acqua del Menzullo. Un’idea che cercò di far fruttare distribuendo boccette riempite della famosa Acqua del Menzullo sui mercati della Basilicata e della Calabria. Lontano da chi sapeva che quella era soltanto l’acqua dell’acquedotto comunale e che al massimo poteva dissetare. Ma lui contava sull’effetto placebo.

Questo è l’ultimo post della prima serie perché la rubrica va in vacanza. Ci vediamo a settembre. Buone vacanze a tutti.

auro

 

cast1

Aurelio Miccoli


WhatsApp

Iscriviti al servizio WhatsApp e ricevi GRATUITAMENTE le notizie più importanti direttamente sul tuo smartphone. Clicca qui per iscriverti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Eventi

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30

Parola di Rocco

PIÙ LETTI DELLA SETTIMANA

Seguici su

cia logo