CastStory · UNA NUOVA FERMATA #13

In pieno regime fascista arrivò la soluzione al problema di creare una nuova fermata ferroviaria più comoda. Ancora una volta l’efficienza del Regime nel realizzare le opere pubbliche ebbe la meglio sulle lungaggini della burocrazia.

Le pressanti richieste dell’Amministrazione comunale ai gerarchi della giovane provincia tarantina e i buoni uffici, così sembra, di un personaggio castellanetano di grande spessore, don Giuseppe Morea parroco allora della chiesa di san Michele e capace di farsi sentire addirittura nel Palazzo del Governo, ottennero la soluzione. Che fu quella di realizzare un impianto nuovo nel posto più comodo e cioè al passaggio a livello del km 75+344 su una strada che era diventata la più importante del paese (via del Commercio, oggi via Roma). Superando tutte le difficoltà tecniche, prima fra tutte la curva stretta della linea ferroviaria che impediva la complanarità delle rotaie e rendeva disagevole la salita e la discesa dei viaggiatori. Però in quel punto la fermata ferroviaria era eccezionalmente comoda per i cittadini, per i viaggi e per le spedizioni.

Questi i fatti contingenti ma non si deve sottovalutare il fatto che le Ferrovie stavano attuando un piano di adeguamento e ammodernamento della rete. Qualche anno prima per questo motivo avevano rifatto i ponti sulle gravine sostituendo i vecchi ponti in ferro con equivalenti in pietra di pregevole aspetto (1930-1931).

 i nuovi ponti in pietra

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 Il 30 agosto 1934 fu comunicato il decreto n. 707 del Ministero delle Comunicazioni che approvava l’istituzione della fermata di Castellaneta Città con servizio viaggiatori e bagagli. Con incredibile rapidità furono realizzate le opere (fabbricato, banchine e casotti di servizio) e il 28 ottobre 1934 per la prima volta un treno si fermò a Castellaneta Città. Un evento che il Regime non mancò di pubblicizzare con la consueta enfasi, in un articolo datato 1 novembre sulla Gazzetta del Mezzogiorno, dove si affermava la bontà dell’opera del Fascismo “miracolosa riparatrice di annose ingiustizie” per cui, in questo caso, una vertenza di 70 anni era stata risolta in meno di 70 giorni.

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“Tra il commosso e austero silenzio del popolo – conclude il redattore- S.E. il Vescovo ha impartito la benedizione, Sono intervenuti alla cerimonia S.E. il prefetto, il Segretario Federale, il Preside della Provincia, il console della Milizia, il Questore, il colonnello dei Carabinieri, i quali con vivacissima gioia della popolazione hanno voluto partecipare al suo giubilo e raccogliere l’unanime caloroso sentimento di gratitudine verso il Regime espresso con parola vibrante dal Commissario al Comune, cui con non meno calore ha risposto S.E. il Prefetto”.

La nuova fermata favorì persino iniziative sociali di grande impatto. La prima fu il Congresso Eucaristico Diocesano voluto dal vescovo Mons. Francesco Potenza [vescovo della Diocesi di Castellaneta dal 1931 al 1956] e favorito dal lavoro di pubbliche relazioni del nostro Mons. Giuseppe Morea che si adoperò per ottenere l’ ingrandimento e l’abbellimento della stazione in vista dell’evento.

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Nel 1938 una linea ferroviaria comoda consentì dunque un’inattesa partecipazione all’evento congressuale di rilevanza regionale, con l’intervento dell’arcivescovo di Napoli Card. Alessio Ascalesi, oltre che di tutti i vescovi pugliesi ed altri più lontani. Il Congresso si concluse il 15 maggio 1938.

Per il congresso eucaristico diocesano

Nel primo anniversario dell’avvenimento fu scoperta una lapide sulla facciata della chiesa di san Michele (dove era parroco il nostro Mons. Giuseppe Morea) a ricordare l’evento trascorso e concluso con solenne pontificale celebrato dal cardinale Ascalesi il 15 maggio 1938.

Questo il testo dell’epigrafe: “IL PRIMO CONGRESSO EUCARISTICO DIOCESANO / CHE / MONS. FRANCESCO POTENZA / VESCOVO DI CASTELLANETA / CONCEPI’ VOLLE ATTUO’/ IL CARD. ALESSIO ASCALESI / ARCIVESCOVO DI NAPOLI / REGNANDO IL SOMMO PONTEFICE PIO XI / QUI SOLENNEMENTE PONTIFICANDO CONCLUSE / IL 15 MAGGIO 1938 XVI E.F. / VITTORIO EMANUELE III RE D’ITALIA / IMPERATORE D’ ETIOPIA / DUCE BENITO MUSSOLINI / AVV. GABRIELE SEMERARO PODESTA’.”

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Aurelio Miccoli


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