DA CASTELLANETA A BANGKOK: LA FAVOLA DI ROCCO RUSSO

Alzi la mano chi non lo hai mai visto giocare a calcio e volare da un palo all'altro per chiudere a doppia mandata la propria porta.

Il suo nome è divenuto negli anni sinonimo di partite, trofei e coppe conquistate e guai a chiedergli semplicemente di partecipare, perché lui ama solo vincere.

Rocco Russo, classe 1980, ingegnere castellanetano trapiantato a Milano, del ruolo di portiere e del gioco del calcio ne ha fatto quasi una professione, coltivando fin da piccolo quella passione che gli ha regalato numerose soddisfazioni, anche al di là dei confini regionali. Di strada, Rocco, ne ha percorsa parecchia, partendo dai campi polverosi della sua Castellaneta, fino ai palazzetti del nord Italia che lo hanno consacrato come uno dei portieri dilettantistici di calcio a 5 più forti in circolazione.

Il premio più bello per "l'Uomo Ragno" di casa nostra, però, è arrivato nel giorno dell'Epifania con la vittoria della sua la Las Palmas Milano nella finale nazionale F5WC (Football Five's Word Championship) disputatasi nel prestigioso impianto sportivo del MultiArena di Vigevano, dove si sono affrontate le 24 squadre italiane vincitrici delle fasi locali.

Grazie anche alle parate del numero uno di Castellaneta, la compagine milanese ha sbaragliato la concorrenza di tutte le altre finaliste laureandosi squadra campione d'Italia 2016 di calcio a 5 dilettanti, ottenendo il pass per il Mondiale che si disputerà in Thailandia e precisamente a Bangkok dal 2 al 6 marzo. Rocco, quindi, avrà l'onore di volare dall'altra parte del pianeta per rappresentare l'Italia indossando la casacca degli Azzurri.

russo rocco

Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per strappargli qualche dichiarazione:

Che significato ha per te questo riconoscimento?
Sicuramente credo che sia il trofeo più importante che abbia mai vinto. Essere campione d'Italia dilettanti è una soddisfazione non da poco, anche perchè le squadre che ambivano alla finale di Vigevano erano moltissime.

Che emozione si prova a rappresentare l'Italia in questa competizione mondiale?
Sarà un'eperienza unica rappresentare il mio paese fuori dall'Italia. Andremo in Thailandia per fare il massimo, sapendo che sarà molto molto dura.

Ritieni che questa bella soddisfazione abbia ripagato il tuo lavoro ?
Credo sia il giusto premio dopo tanti anni di sacrifici calcistici; la mia passione non è mai tramontata e sarà difficile che tramonti.

Raccontaci come è nata...
La mia passione per il calcio in generale è nata per strada. La scuola della nostra generazione è stata la strada e di questo ne sono orgoglioso. Ma nonostante sia molto impegnato con il lavoro, la passione per il calcio mi permette comunque di allenarmi e giocare praticamente sempre. 

Tralasciando la tua ultima impresa, ricordi il giorno in cui hai lasciato Castellaneta?
Purtroppo quella data la ricordo molto bene. Era il 16 settembre del 1999 e a Milano ci andavo per studiare, poi mi sono laureato in ingegneria gestionale e attualmente sono impiegato in una società di logistica.

Con che frequenza torni a casa?
Torno a casa ogni 40 giorni tranne a Natale e in estate, che resto nel mio paese per periodi più lunghi. Castellaneta per me vuol dire casa; non mi sono mai sentito milanese, resterò castellanetano al 100%

Come era la tua vita quando vivevi a Castellaneta?
Ho trascorso li la mia adolescenza in modo spensierato. Sono andato via a 19 anni, l'età in cui devi fare delle scelte, anche dolorose.

Cinque cose di Castellaneta che metteresti in valigia e porteresti con te...
Cosa porterei a Milano? Roba buona da mangiare, l'aria pulita, il sorriso della gente, la tranquillità e il mare...

Buona fortuna Rocco Russo!

Gabriele Semeraro


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