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SIGNORE E SIGNORI, ECCO A VOI IL TURISMO DESTAGIONALIZZATO!

Ne sento parlare da anni, quasi mi perseguita.

Per lavoro mi son dovuto sorbire convegni, tavole rotonde, seminari, relazioni di esperti e meno esperti, pubblicazioni, brochure, volantini. Ho dovuto seguire borse internazionali del turismo, borse mediterranee del turismo, finanche borse rionali del turismo. Mi sono "sparato" fiere, sagre, carovane, eventi...

Insomma: "turismo" e "destagionalizzato" sono le parole che credo di aver sentito, pronunciate una dietro l'altra, più volte nella mia discretamente lunga carriera. Le ho sentite dagli operatori di Castellaneta Marina che chiudono le attività a metà settembre, le ho sentite da sindaci e assessori che a Castellaneta Marina ci vanno solo a fare campagna elettorale, le ho sentite dai ragazzi al bar e dagli anziani in piazza.

Le ho sentite e basta, appunto. Fino a ieri, un'anonima domenica di febbraio che avremmo ricordato solo per l'arresto di Vladimir Luxuria in Russia e la convocazione di Renzi al Quirinale.

Perché ieri ho ricevuto l'illuminazione, ho finalmente dato un senso a tutti questi anni passati a inseguire il "Santo Graal" del turismo destagionalizzato: l'ho visto realmente concretizzato, qui, sulla Terra e nella "terra delle gravine", tra una pianta di lentisco ed una cripta rupestre, tra uno strapiombo e un ruscello. Immaginate la gioia!

Già, perché ora saprò rispondere a una delle domande che più scuotono le viscere dell'uomo, insieme a "chi siamo?", "dove andiamo?" e "da dove veniamo?". Se mi chiederanno "come si destagionalizza il turismo", infatti, io risponderò: «Non chiedetemelo a me, chiedetelo ai ragazzi del gruppo "Amici delle gravine": loro ci sono riusciti!».

L'ho visto con i miei occhi. Ieri, sempre la stessa anonima domenica di febbraio con diverse aggravanti come il tempo incerto e l'assenza di ricorrenze, grazie alla mediazione della Pro Loco questi volenterosi ragazzi hanno portato a spasso per le nostre bellezze una trentina di persone, me compreso, la maggior parte camperisti di passaggio.

Gente che non avrebbe mai pensato di fermarsi nella ridente cittadina del "mito", se non avesse trovato qualcuno pronto a scarrozzarla per ben due giorni (sabato nelle cripte di "Santa Maria di Costantinopoli" e "Padre Eterno", ieri lungo la gravina grande) con un trasporto e un entusiasmo che da soli basterebbero a cambiare faccia alla città.

Sapete quanto è costato alla comunità tutto questo? Zero, nemmeno lo straccio di un euro! Questi ragazzi hanno messo a frutto una passione, hanno ripulito le grotte, ribattuto i sentieri, hanno anche studiato e si sono messi a disposizione di chiunque volesse condividere con loro l'esperienza mozzafiato di scoprire una terra dalla bellezza struggente.

Hanno usato la rete per farsi conoscere, che poi non è altro che la versione 2.0 del passaparola, le gambe e la testa per essere all'altezza della fama accumulata. Non hanno chiesto che le gravine diventassero patrimonio dell'Unesco, pur avendo queste tutti i numeri per esserlo, si sono preoccupati di amministrare un patrimonio che è già di tutti.

Dite che la faccio semplice, che quattro turisti in croce, un'anonima domenica di febbraio, non bastano per definire il modello del turismo destagionalizzato? Dite che è meglio spendere tot euro per un ufficio turistico a Castellaneta Marina dove non si vede un turista da mesi? Dite che è meglio stampare quintali di carta patinata con le foto della Cattedrale e della statua di Valentino da distribuire nelle fiere di settore, pagando il viaggio anche a politici e codazzo? Dite ancora che è meglio affidarsi a congressisti e pensionati ben arroccati negli alberghi dove non c'è nemmeno una foto di Castellaneta?

Io dico che la prossima volta non ripeterò l'errore: mi compro le scarpe adatte e me ne vado ancora per gravine con questi nuovi amici! Senza di loro, io e trenta sconosciuti che oggi conoscono quanto sia preziosa Castellaneta, lo spettacolo che vedete in foto non ce lo saremmo mai goduto dal vivo...

Francesco Tanzarella

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