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UN ALTRO TESORO NASCOSTO NELLA GRAVINA DI SANTO STEFANO: LA SCOPERTA DEGLI "AMICI DELLE GRAVINE"

In questi anni, l’attività costante degli Amici delle Gravine ha permesso a molti castellanetani e non solo di scoprire tesori celati tra i vari insediamenti rupestri sparsi nel nostro territorio. E quello che si sono trovati di fronte qualche giorno fa, è davvero un autentico gioiello di arte rupestre ancora indecifrato.

Ci troviamo ancora una volta a parlare della Gravina di Santo Stefano, luogo di innumerevoli scoperte, da semplici scalette scavate nella roccia calcarea ai luoghi di culto come la cripta di Santo Stefano e, non molto distante, sempre sullo stesso costone della gravina, la cripta di San Michele Arcangelo.

Enrico Mastrobuono già la definiva nei suoi libri una grande “Laura”, cioè un insieme di grotte eremitiche, dove i monaci Basiliani percorrendo l’ antica via Appia, una volta giunti nel territorio Castellanetano, trovando riparo nella gravina, vi costituirono piccoli romitaggi.

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La fase esplorativa è stata preceduta da una attenta analisi topografica: «Percorrendo un tratto sul ciglio della gravina, durante un’uscita esplorativa, abbiamo ritrovato delle scale scavate a regola d’arte, avvolte da un fitta vegetazione. Non ci siamo scoraggiati e siamo riusciti ad aprire un varco e iniziare a scendere verso il basso seguendo il sentiero indicato proprio dalle scale - ha raccontato Antonio Moretti membro dell’associazione che, in compagnia di Nicola Molfetta hanno vissuto questa esperienza –  ad un tratto ci siamo accorti di una cavità nascosta da rovi, cespugli e arbusti tra cui alberi di Leccio. Siamo entrati e ci siamo trovati di fronte alla piacevole scoperta di una grotta quasi sommersa da detriti».

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In realtà Antonio e Nicola non si sono trovati di fronte ad una semplice grotta ma ad un gioiello di arte rupestre: la nuova grotta, lunga e larga circa 5 mt mostra 19 nicchie in sequenza, scavate artificialmente sulle pareti laterali, larghe e profonde circa 30x30cm, che testimoniano l’utilizzo della stessa da parte dell’uomo. Nella parte bassa della grotta si intravedono altre parti della parete scavate.

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Il sito è ancora un grande enigma: una colombaia, una farmacia, un apiario?
Una singolare grotta dalla caratteristiche simili, localizzata lungo la medesima spallata della gravina di Santo Stefano, fu scoperta nell’anno 1977 dal gruppo S.A.A.S. (Storia, Arte, Archeologia, Speleologia) chiamata “Grotta dell’erborista (farmacia)”.
Con la scoperta di questa nuova grotta, che segue il ritrovamento avvenuto qualche anno fa di un’altra recante numerosissime croci (probabile luogo di sosta di pellegrini e viandanti, a conferma dell’importanza strategica e culturale della gravina di Santo Stefano), per gli Amici delle Gravine di Castellaneta, si apre, dunque, una nuova stagione di ricerca, studio ed esplorazione.

Annabella Fuggiano


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