BUFERA SU MAZZARANO: DI PIPPA PROPONE IL DEFERIMENTO, GUGLIOTTI INTANTO SI SCAGIONA

Infuria la bufera sul consigliere regionale Michele Mazzarano.

L'inchiesta televisiva di "Striscia la Notizia" e portata avanti da "Pinuccio", che ha causato le dimissioni da assessore regionale di Mazzarano, continua senza sosta coinvolgendo diversi soggetti politici di tutta la provincia di Taranto.

Per questi motivi, parte del Pd ionico ha palesato la propria posizione chiedendo a gran voce il deferimento di Mazzarano alla Commissione provinciale di garanzia del Pd di Taranto «affinché si faccia carico della vicenda per fare chiarezza e per prendere le opportune decisioni».

Gianni Di Pippa,  Annarita Di Giorgio, Saviano Nazzareno e Rocco Ressa (tutti componenti della segreteria provinciale del Partito Democratico) hanno firmato un documento inviato alla commissione, al presidente dell'assemblea provinciale Ludovico Vico e al segretario provinciale Giampiero Mancarelli auspicando l'ipotesi dell'autosospensione qualora le regole (chiare) del Partito Democratico non fossero rispettate.

«Se nessuno può considerarsi colpevole fino al terzo grado di giudizio - scrivono i firmatari Dem - è chiaro che chi fa politica e chi ricopre incarichi istituzionali debba essere, ma anche apparire, sempre estraneo, il quanto più estraneo possibile, da accuse così pesanti come il solo sospetto di voto di scambio.

Le telecamere della stampa nazionale focalizzandosi su un “primo piano” hanno però inquadrato un “obiettivo più largo” dal quale sentiamo di doverci tirare fuori al fine di tutelare l’immagine del Partito Democratico ionico da accuse presunte così gravi e lesive che si ripercuotono inevitabilmente su tutto il partito. Sappiamo che se non intercedessimo, l’eventuale colpa, non penale ma politica, morale e umana, sarebbe anche nostra».

Speriamo che le accuse mosse nei confronti del consigliere regionale Mazzarano siano infondate e che risulti estraneo a qualsiasi ipotesi di reato. Tuttavia va comunque aperta nel partito una fase di riflessione e di rigenerazione profonda.

Le notizie di questi giorni mettono in evidenza, indipendentemente dagli eventuali sviluppi giudiziari, comportamenti e pratiche che devono essere estranei al nostro partito. Inoltre non è paritetico il valore della tessera di ogni singolo iscritto se c’è chi milita liberamente e chi al seguito del notabilato.

Invitiamo, infine, il presidente Emiliano a fare piena luce sulle opacità che stanno emergendo dalle inchieste giornalistiche e che riguardano direttamente il suo operato in quanto responsabile della sanità regionale oltre che uno degli esponenti apicali del Partito Democratico».

Ma come detto, la "bufera a puntate" che ha colpito l'ex assessore regionale Mazzarano ha coinvolto anche altri soggetti politici dell'arco ionico, come per esempio il sindaco di Castellaneta (comunque mai nominato da "Striscia la Notizia") Giovanni Gugliotti: tra le famose "coincidenze" citate dal conduttore "Pinuccio", infatti, veniva fatto un riferimento alla moglie del primo cittadino di Castellaneta ("la moglie di un sindaco di un comune vicino Taranto"), come dipendente assunta in una delle società private (la Sincon) che lavorano per la Asl di Taranto.

Con un filmato registrato nella sua stanza e pubblicato sulla sua pagina Facebook, Gugliotti si è difeso sottolineando che quando sua moglie è stata assunta (nel 1999), lui aveva solo 23 anni, era uno studente universitario disoccupato ed era in tutt'altre faccende affaccendato.

«La signora Gianna Ludovico - ha dichiarato Gugliotti - è diventata mia moglie nel 2010, ben 11 anni dopo la sua assunzione; io sono diventato sindaco di Castellaneta nel 2012. La ditta Sincon, da quando ricopro la carica di primo cittadino, a Castellaneta non ha vinto neanche un appalto e non ha ottenuto nemmeno un affidamento diretto.

Sono amareggiato e sorpeso - ha concluso il sindaco - perchè penso che prima di buttare fango su una persona, sarebbe opportuno approfondire. Non sono assolutamente sorpreso, infine, dal comportamento di qualche politicante da strapazzo che si arrampica sugli specchi pur di scrivere qualcosa per dimostrare che esiste.»

Dario Benedetto


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