CastStory · UN CAMPANILE MEDIEVALE #26

a piazza creata davanti alla Cattedrale consente di leggere la (bella) facciata con tutte le sue decorazioni.

E’ invece rimasto nascosto il campanile. Sul lato sinistro della chiesa, quasi completamente coperto da un palazzotto ottocentesco. Il campanile costruito intorno al 1360 è rimasto invariato (solo restauri) e dimostra tutta la sua connotazione medievale.

Con una impostazione architettonica semplice nel senso che è una torre quadrata, nemmeno tanto alta, con cella campanaria al piano superiore aperta allo spazio esterno mediante tre eleganti bifore originali. All’interno una scala a chiocciola in muratura, addossata ad uno dei quattro vertici (sud-ovest), consente la salita di ispezione, il governo delle funi campanarie e delle campane stesse.

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All’esterno su una muratura di carparo dorato la solita decorazione di cordoni ad arco trilobo, poi una superiore fascia marcapiano e in alto le bifore con colonnina e capitelli fitomorfi in pietra.

Un vero campanile tardo romanico che conserva persino i tipici mostri. Quelli che erano sicuramente anche sulla facciata della cattedrale prima che fosse “ammodernata” (1771).

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E’ notorio che nel Medioevo, all’esterno delle cattedrali, erano scolpite creature fantastiche mostruose con rimandi simbolici. Le creature demoniache erano l’allegoria di un valore spirituale negativo, il male o il peccato, inteso come asservimento morale e spirituale. La chiesa rappresentava al contrario l’ambiente della contemplazione e della preghiera.

I mostri che oggi rimangono sul nostro campanile sono testine demoniache con grandi orecchie, collocate sulla sommità di ogni bifora ma anche sullo spigolo esterno opposto.

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Non sono mostri invece le tre sculture antropomorfe, scolpite a tutto tondo, inserite nel paramento murario in corrispondenza del vertice di ciascuno dei tre archi trilobi, sulla facciata principale del campanile. Si tratta di un personaggio maschile non giovane, avvolto da lunghi baffi fluenti su una corposa barba, un personaggio femminile con capigliatura molto curata, intrecciata e raccolta sulla nuca, e infine un personaggio più giovane con capelli lunghi raccolti a rullo secondo una moda del XIV secolo.

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Forse i componenti di una famiglia, sicuramente personaggi legati alla costruzione della Cattedrale, probabilmente appartenenti alla dinastia regale degli Angioini, titolari in quegli anni, del Regno e del Principato di Taranto. Non si può non notare infatti che sulla sommità del campanile è scolpito il giglio angioino a dimostrare il diretto impegno dell’allora Principe di Taranto (forse Roberto) nella costruzione di tutta la chiesa.

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Aurelio Miccoli


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