SANITÀ PUGLIESE (E TARANTINA) ALLO SBANDO, EMILIANO SOTTO ACCUSA

E’ stato approvato dalla Giunta regionale il provvedimento che prevede la chiusura e la riorganizzazione di ben 38 punti di primo intervento in tutta la Puglia.

In poche parole, dopo gli ospedali, i tagli lineari arrivano anche per i Ppi che, nella provincia di Taranto, riguarderanno ben 5 strutture , ossia Moscati, Grottaglie, Ginosa, Massafra e Mottola. Cosa dire se non che questa è l’ ennesima conferma che, al di là delle demagogiche polemiche sull' Ilva, il vero danno per il nostro territorio è Michele Emiliano, presidente e assessore regionale alla sanità. Tutto questo nonostante la Corte dei Conti abbia dimostrato come il piano di riordino non abbia comportato nessun risparmio di spesa, bensì un aumento della mobilità passiva e della spesa farmaceutica e che sia il Ministero della Sanità che il Ministero dell'economia abbiano evidenziato come in Puglia permangano ancora enormi sprechi.

Per aggiungere la beffa al danno, mentre a Taranto si chiude a Bari si accredita un pronto soccorso privato con 7,5 milioni di euro, anche dalla nostre tasche. È inevitabile che tale provvedimento affosserà ulteriormente il sistema sanitario ionico, con un sovraccarico ingestibile per il SS Annunziata : aumento dei ricoveri, ulteriori allungamenti delle già drammatiche liste di attesa e spesso, cosa più grave, aumento di chi rinuncia a curarsi. La misura è colma ed è arrivato il momento che la Puglia abbia un Assessore alla Sanità che, al contrario del governatore, sia all' altezza del compito e dedichi più di qualche ora al giorno alla salute dei pugliesi.

Comunicato stampa
Antonio Sindaco - Coordinamento provinciale movimento Ambiente e Lavoro

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