FRISELLA, MON AMOUR! ... DI COSIMO PUTIGNANO

Quel dischetto di pasta di pane, intero o “a tarallo”, che noi chiamiamo frisella o anche frisa, frisedda e fresella, ha riempito e riempie i miei pomeriggi estivi. Non so quale sia il motivo di tanta attrazione... sarà la forma tonda, il buco?

Mmmah... In realtà il punto è un altro: qui non si parla solo di cibo, ma di territorio, di cultura e tradizione, di un piatto semplice diventato chic, di sapori consueti diventati oggi quasi elitari.

Biscottina mia, tu che ti sei sposata col pomodoro alla presenza del sale e dell’origano, lasciati bagnare dall’acqua, purificati dalle tue farine interiori e ora spònzati con me nei caldi rivoli del nostro amore...

Qualcuno ti voleva accasare col tonno e la cipolla. Purtroppo essi non sanno che sono soltanto IO il tuo amante segreto, che viene a trovarti tutti i pomeriggi e anche alla sera. Perché io ti amo con tutto il mio palato, la mia lingua e la mia gola.

Tu sei brio, gioia, croccantezza e sapidità allo stato puro! Abbandonati pure a me, lascia il tuo cartonato giaciglio – in cui dormi quieta – mostrami la tua faccia porosa e lasciati baciare dall’acqua prima di immergerti ed immolarti, in mio onore, nell’olio d’oliva!

Sì, ti voglio impilare e appendere a un filo e, come la più preziosa delle collane, portarti al collo per dare colore, sapore, nutrimento e vita a tutti quelli che desiderino conoscerti biblicamente.

Tu, frisella mia, continui a deliziarmi con i tuoi sapori di casa, con gli odori della nostra terra e le tradizioni del nostro popolo: sei la nostra storia e la racconti ad ogni morso.
Frisella, ti porto sempre con me e ti dedico ai contadini che raccolgono quel grano prezioso, agli stagionali dediti al rubicondo pomodoro, ai trappetari che moliscono l’oro verde della mia terra, e a tutti coloro che ti sanno gustare nonché a tutte le persone genuine che ti hanno reso e ti stanno rendendo grande, ogni giorno, con una rassicurante normalità.

O tu che ora parli con accento milanese e hai dimenticato da dove vieni, ma anche di che colore sono i pomodori, e non sai da dove viene l’olio, pregiato ed extravergine degli ulivi centenari, fèrmati – ora o mai più – e assapora una frisella... non te ne pentirai. Stai assaggiando l’amore, il sudore e la vita di noi pugliesi!

Cosimo Putignano


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