#Castellaneta2017 - «NO AD AMMUCCHIATE INGIUSTIFICABILI. IO ERO PRONTO A CANDIDARMI»

L'onorevole Carmelo Patarino L'onorevole Carmelo Patarino

«A Castellaneta ci sono due coalizioni di sinistra, una di centro-sinistra e poi ci sono i Cinque Stelle».

La fotografia, scattata a mano ferma nel bel mezzo della campagna elettorale che porterà all'elezione di sindaco e consiglio comunale, è dell'onorevole Carmelo Patarino.
Senza se e senza ma, e con un pizzico di malinconia «che tristezza vedere i comitati elettorali di oggi, pieni di slogan ma allo stesso tempo completamente vuoti» Patarino ha fatto il quadro della situazione rispondendo anche a qualche domanda per certi versi scomoda, come per esempio, quella legata al caos calmo scoppiato poche settimane fa in Fratelli d'Italia a causa della decisione del coordinatore cittadino Bruno Schiavone, di candidarsi in una lista civica di appoggio a Giovanni Gugliotti.

«Non so cosa sia accaduto realmente e quali siano le dinamiche che hanno portato Bruno Schiavone a candidarsi con il sindaco uscente, nostro e soprattutto suo avversario politico alle Amministrative di 5 anni fa ed ora alleato con la sinistra, eterna nemica.

Niente di personale, il mio è solo un atteggiamento politico: tra circa 150 candidati nella coalizione di Gugliotti ci sono anche Bruno Schiavone e Paolo Cassone di Fratelli d’Italia, ospitati in una lista civica. Due persone perbene, animate, così ci hanno detto, da buoni propositi che coltivano, in cuor loro, in perfetta buona fede, l’idea di essere i “garanti”, in caso di una loro elezione. Auguro loro di riuscirci ma nutro forti dubbi.

Ricordo, però che con la Giunta Nicolotti, quando avevamo un grande partito alle spalle, non riuscimmo (a Schiavone in giunta, dov’era vicesindaco e a me in consiglio, dov’ero capogruppo di AN) a far valere i nostri principi, i nostri valori e le nostre idee, tanto che, a causa delle “intemperanze” di alcuni dei nostri e delle insanabili divergenze tra noi e gli alleati di Forza Italia, non trovando possibilità alcuna di mediazione, fummo costretti a prendere le distanze dagli alleati determinando la fine anticipata della giunta Nicolotti.

Riusciranno ora, solo in 2 e senza il sostegno di una lista di partito, a contrastare lo strapotere di Gugliotti, che proprio Schiavone, fino a qualche mese fa, in tantissime occasioni ha denunciato con durezza all’opinione pubblica?»

Gli altarini si scoprono e il Patarino-pensiero prende forma: si può entrare ed uscire, ma bisogna farlo sempre dalla porta principale.
«Avremmo voluto presentare la nostra lista di Fratelli d’Italia con Schiavone candidato sindaco e tutti noi, me compreso, impegnati direttamente con nostre candidature, con la concreta possibilità di garantirci almeno un seggio che sarebbe toccato proprio a Schiavone, al quale avremmo anche affidato la delega per scegliere, in caso di ballottaggio, se e con chi schierarsi o decidere di rimanercene per conto nostro a svolgere il ruolo di opposizione, che in questi 5 anni è completamento mancata.

E invece non se ne è fatto nulla: Schiavone, forte del via libera del coordinatore provinciale Pilolli ha preferito mettersi al seguito di Gugliotti, promettendo  se eletto di sedere in consiglio come membro di Fratelli d'Italia.

Sui social, poi, non sono mancate le occasioni per “beccarsi” con l’entourage dell’onorevole ed in particolare con Francesca Arrè, astro nascente e coordinatrice locale di Gioventù Nazionale.
«Non entro in queste tematiche - ha tagliato corto Patarino – non seguo e per nulla mi appassionano i social, ma su Francesca, che nel recente passato, è stata tra i più attivi nel sostenere Bruno Schiavone nella campagna elettorale per le regionali, due parole vorrei spenderle: è stata corteggiata da tutti e in questi giorni le sono state offerte candidature anche come primo cittadino. È il nostro orgoglio, una ragazza come poche che non si muove con i calcoli ma solo con la sua grande passione, attirandosi spesso invidie e gelosie. Ha deciso di continuare a studiare per rendersi libera, colta e indipendente. Aveva dichiarato la sua disponibilità solo per una candidatura di servizio nel suo partito Fratelli d’Italia e con candidato sindaco Bruno Schiavone. Onore a lei e al suo vivace gruppo di Gioventù Nazionale».

Tornando alla super coalizione di Giovanni Gugliotti, l'onorevole non ha dubbi e non sembra neanche sorpreso: «E’ un’alleanza che vede insieme tutte quelle forze di maggioranza che hanno governato, e ancora governano da circa 5 anni ed una importante componente della minoranza, che da circa 5 anni ha svolto e ancora ufficialmente svolge il ruolo dell’opposizione. Mi riferisco al PD che c'è anche se non si vede: "ci sono le donne, gli uomini e gli ideali del PD”, come ha dichiarato l'avvocato Nico, autorevole esponente di partito.

Ma c’è di più: c’è l’autorizzazione dei vertici provinciali e regionali del PD. C’è, addirittura, ai piani più alti, se non l’assenso come quello del Governatore Emiliano che, non molto tempo fa aveva dichiarato che il sindaco Gugliotti è un suo uomo, sicuramente il non dissenso.
Come si spiegherebbe altrimenti che il primo partito d’Italia, il partito del Presidente del Consiglio, il partito di tutti i ministri del governo, il partito da cui proviene il Presidente della Repubblica, il partito che qui, in città, nel bene e nel male, ha svolto da sempre un ruolo di primissimo piano, in maggioranza e all’opposizione, oggi non sia presente con una propria lista e il proprio simbolo?

E’ un’ammucchiata che non si giustifica e non si spiega sul piano etico-politico, ma non si giustifica e non si spiega sotto ogni altro aspetto razionale.
Alleanze di questo genere nascono e si propongono solo in presenza di grandi emergenze oppure, quando ad un governo e ad una maggioranza uscenti, che si sono particolarmente distinti per abusi, soprusi, mala gestione, forze politiche eterogenee si alleano per dar vita ad un governo provvisorio e a termine, così detto di salute pubblica. Qui non è così. Qui c’è un sindaco uscente, certamente abile che, temendo il ballottaggio ha brigato perché non si presentasse una lista autonoma di destra e ha pensato di fare impressione mettendosi alla guida di un esercito di 8-10 liste tra cui non vi è alcun legame di carattere politico, morale e sociale.
Non c’è alcun programma da cui possano ricavarsi le posizioni dei tanti, le strategie dei tanti, gli orientamenti dei tanti, sul piano economico, ambientale, paesaggistico, ecc... C’è un solo obiettivo: riprendere la poltrona di sindaco e da quella eventualmente lanciarsi per altri traguardi.

E allora, come andrà a finire e che consiglio sente di dare agli elettori castellanetani di destra?
«Non ho la sfera di cristallo ma con 8-10 liste, un esercito di gente che prima criticava ed ora difende il candidato sindaco a spada tratta in un'alleanza di centro-sinistra, c’è poco da commentare.

Bisogna prendere atto della nuova moda delle larghe intese e dei movimenti civici che civici non sono perchè cadono col nascere di ambizioni personali (candidature in Regione, in Parlamento, ecc...).

Personalmente non so se l’11 giugno mi recherò alle urne; agli orfani elettori di destra consiglio di leggere attentamente i programmi elettorali e preferire le persone affidabili a quelle abili.»

Dario Benedetto


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