SENTENZA D'APPELLO, 12 ANNI E MEZZO AL MAGISTRATO MATTEO DI GIORGIO

Il pubblico ministero Matteo Di Giorgio, attualmente sospeso, è stato condannato a 12 anni e 6 mesi di reclusione per concussione e corruzione in atti giudiziari, a seguito di presunte minacce in ambito politico e, secondo l'accusa, per aver partecipato alla vita amministrativa di Castellaneta, strumentalizzando i propri poteri di pm per contrastare gli avversari politici.

Lo ha deciso la Corte d'appello di Potenza dopo la camera di consiglio odierna, nel processo di secondo grado incentrato sullo scontro tra i castellanetani Matteo Di Giorgio e Rocco Loreto.

Per Di Giorgio, pena ridotta rispetto ai 15 anni decisi nel maggio di 2 anni fa, per via della prescrizione di alcuni capi d'imputazione e della rivisitazione delle attenuanti riconosciute per un'altra accusa. Confermate poi le condanne dell'ex sindaco di Castellaneta Italo D'Alessandro ed Agostino Pepe che dovranno scontare 3 anni; due anni sono invece stati inflitti a Giovanni Coccioli (in primo grado la pena era di 2 anni e mezzo), all'ex comandante della Polizia locale Francesco Perrone e ad Antonio Vitale. Prosciolto per prescrizione, infine, Alessandro Mongelli, nipote di Di Giorgio.

Redazione ViViCastellaneta


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